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Germania - Sassonia

La Sassonia (Sachsen) è una provincia della Germania orientale con una storia estremamente ricca e diversificata. La zona ha svolto un ruolo chiave nella storia tedesca fin dal Medioevo, essendo uno dei ducati più importanti del Sacro Romano Impero. La tribù dei Sassoni deteneva un potere significativo anche nell'Alto Medioevo, anche se il loro insediamento originario era più probabilmente situato in quelle che oggi sono la Bassa Sassonia e la Vestfalia. Nel X secolo, la dinastia degli Ottoni (della dinastia dei Sassoni) salì al trono di Germania, gettando le basi del Sacro Romano Impero. A quei tempi, il termine "Sassonia" si riferiva a una regione più ampia, settentrionale. Il territorio dell'attuale Sassonia, o Markgrafschaft, iniziò a formarsi nel X secolo, principalmente attraverso la sottomissione delle tribù slave (Sorbi) e l'espansione verso est. Il Margraviato di Meißen divenne il nucleo di quella che più tardi sarebbe diventata la Sassonia. Nel 1089 la casata di Wettin acquisì il marchesato di Meißen e da quel momento governò il territorio per oltre 800 anni, plasmandone in modo significativo il destino. Nel XV secolo, a seguito della divisione di Lipsia (1485), la casata di Wettin si divise in due rami: la linea Ernestina e quella Albertina. Nel 1547 la linea Albertina acquisì il titolo di Elettore di Sassonia e da quel momento in poi l'attuale Sassonia divenne nota come Elettorato di Sassonia, uno degli stati più influenti del Sacro Romano Impero. La Riforma ebbe un ruolo chiave in Sassonia. Martin Lutero iniziò la sua opera a Wittenberg (all'epoca parte della Sassonia) e gli elettori sassoni furono tra i principali sostenitori della Riforma. Nei secoli XVII-XVIII. Nel XVI secolo la Sassonia, e in particolare Dresda, divenne uno dei centri della cultura e dell'arte barocca in Europa. Durante il regno di Augusto il Forte, elettore di Sassonia e re di Polonia (1694-1733), Dresda divenne un vero e proprio scrigno di gioielli, ricco di magnifici edifici, tesori artistici e un'importante vita musicale. Anche la famosa porcellana di Meißen risale a questo periodo. Tuttavia, nel XVIII secolo, la Guerra dei sette anni (1756-1763) causò gravi danni alla Sassonia e la regione perse la sua precedente influenza politica ed economica. Durante le guerre napoleoniche, la Sassonia fu alleata di Napoleone, il che portò a gravi perdite territoriali al Congresso di Vienna (1815): una parte significativa del territorio andò alla Prussia. La parte rimanente continuò a esistere come Regno di Sassonia e poi, nel 1871, entrò a far parte dell'Impero tedesco. Nel XIX secolo la Sassonia si industrializzò, sviluppando soprattutto l'industria tessile e la produzione di macchinari. Durante la Repubblica di Weimar e il Terzo Reich, la provincia rimase un importante centro di produzione industriale. Dopo la seconda guerra mondiale la Sassonia entrò a far parte della Repubblica Democratica Tedesca (RDT). Durante questo periodo, l'economia era caratterizzata dall'industrializzazione e dalla collettivizzazione e la provincia soffrì molto a causa della repressione del regime comunista. Dopo la riunificazione tedesca (1990), la Sassonia è diventata uno stato federale della Repubblica Federale di Germania e da allora ha conosciuto un notevole sviluppo economico e culturale, sebbene continui a dover affrontare i problemi tipici delle province orientali (ad esempio emigrazione, disoccupazione). Oggi la Sassonia vanta un'economia dinamica, una ricca vita culturale e un patrimonio storico che attrae turisti e investitori.

Sassonia Conio

La monetazione della Sassonia rappresenta un capitolo estremamente ricco e significativo della storia monetaria tedesca, durata secoli. Grazie ai vasti giacimenti d'argento della regione, la Sassonia divenne ben presto un centro monetario. Gli inizi della monetazione sassone risalgono al Medioevo. La scoperta di giacimenti d'argento nei dintorni di Meissen, soprattutto nel XII secolo, determinò un enorme boom. Le miniere di Freiberg divennero rapidamente la fonte d'argento più importante d'Europa. Ciò permise alla Sassonia di coniare una notevole quantità di monete proprie, contribuendo notevolmente all'influenza economica e politica della regione. Nel corso dei secoli sono state operative in Sassonia diverse zecche. Le più importanti erano le zecche di Lipsia, Dresda e Freiberg. I tipi di monete coniate qui erano estremamente vari: Pfennig: nel primo periodo, i pfennig di piccolo valore erano i più comuni. Groschen: Nel tardo Medioevo, a partire dal XIV secolo, prese piede il valore maggiore dei groschen ("Groschen" in tedesco). La più famosa di queste è il "Meissner Groschen", che era una delle valute commerciali più importanti dell'epoca. Taller (Tallér): Anche in Sassonia fiorì la coniazione di grandi monete d'argento, il tallero, che si diffuse in tutti i territori tedeschi nel XVI secolo. I talleri sassoni avevano spesso un alto contenuto d'argento ed erano apprezzati anche nel commercio internazionale. Spiccano in particolare il "Klappmützentaler" e il "Breittaler". Monete d'oro: sebbene l'argento fosse la forma dominante, venivano coniate anche monete d'oro, come i ducati. Il XVII e il XVIII secolo furono un periodo di massimo splendore per la monetazione sassone, soprattutto sotto sovrani potenti come Augusto il Forte. In quel periodo la monetazione sassone servì da modello per gli altri territori tedeschi. È importante menzionare i Regolamenti imperiali sulla monetazione (Reichsmünzordnungen), che miravano a standardizzare la monetazione dei vari principati, anche se nella pratica ciò si rivelava spesso difficile. In genere la Sassonia cercò di conformarsi a queste norme, ma spesso mantenne i propri standard di peso e finezza. Nel XIX secolo, con la fondazione dell'Impero tedesco (1871) e l'introduzione del marco, la monetazione sassone venne gradualmente assorbita nel sistema monetario tedesco unificato.


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