La Carinzia, la provincia più meridionale dell'Austria, vanta un passato storico ricco e variegato che risale all'età della pietra. Era già abitata nell'età della pietra e in seguito vi si insediarono Illiri e Celti. I Celti fondarono lo stato del Norico, che in seguito divenne una provincia romana. In epoca romana, vi era un'importante attività mineraria, soprattutto nel campo del ferro e di altri metalli. Gli Slavi arrivarono nel VI secolo e fondarono la Carantania, il primo stato slavo. In seguito, la zona passò sotto il dominio bavarese e poi franco. Dal 976, la Carinzia divenne un ducato indipendente fino al 1335, quando gli Asburgo ne presero il controllo. Durante questo periodo, furono costruiti numerosi monasteri, castelli e palazzi, come il famoso castello di Hochosterwitz. Le guerre turche, le rivolte contadine e la Riforma e la Controriforma ebbero un impatto significativo sulla regione. Importanti riforme economiche e sociali furono attuate durante il regno di Maria Teresa. Le guerre napoleoniche Durante le guerre, la Carinzia appartenne per un breve periodo alle province illiriche francesi. Dopo la prima guerra mondiale, le parti meridionali della Carinzia furono rivendicate dall'Italia e dal Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Nel 1920, un referendum decise che la Carinzia sarebbe appartenuta all'Austria: la maggioranza della popolazione votò per l'Austria. Durante la seconda guerra mondiale, la provincia entrò a far parte della Germania nazista. Dopo la guerra, fu zona di occupazione britannica fino al 1955. La Carinzia è ora una provincia autonoma, con un proprio parlamento e un proprio governatore. Vanta un ricco patrimonio culturale, tra cui comunità bilingue (tedesco e sloveno). La provincia ospita numerosi musei, castelli, residenze signorili e siti storici che testimoniano il passato della regione.
La Carinzia, la provincia meridionale dell'Austria, non è famosa solo per le sue bellezze naturali, ma vanta anche un'interessante storia monetaria. La regione ha vissuto eventi monetari particolari all'inizio del XX secolo, soprattutto nel periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale. A causa delle difficoltà economiche del dopoguerra, diverse province austriache, tra cui la Carinzia, emisero moneta di emergenza locale (Notgeld). Si trattava di mezzi di pagamento non ufficiali, ma temporaneamente accettati nel commercio quotidiano. Denominazioni: 10, 20 e 50 heller, in carta, anno di emissione: 1920, caratteristiche: spesso con grafiche decorative e motivi locali, il loro scopo: colmare la carenza di denaro e stimolare l'economia locale. Queste monete sono oggi considerate rare e ricercate dai collezionisti di numismatica. Sebbene la Carinzia non abbia una propria zecca, la regione ha svolto un ruolo importante nella vita finanziaria austriaca in diverse occasioni nel corso della sua storia, soprattutto nel commercio transfrontaliero e nella stabilizzazione dell'economia locale.