Il Terzo Reich si riferisce al periodo in Germania tra il 1933 e il 1945, caratterizzato dal governo di Adolf Hitler e del Partito Nazista. Hitler divenne Cancelliere nel 1933 e instaurò rapidamente una dittatura totale. Il regime operava sulla base di una potente propaganda, aggressive politiche espansionistiche e un'ideologia estremista. Il controllo nazista permeava ogni aspetto della vita: l'economia fu messa al servizio degli obiettivi bellici, la cultura e l'istruzione furono plasmate secondo gli ideali nazisti, mentre l'opposizione fu brutalmente repressa. La persecuzione di ebrei, oppositori politici e altri gruppi "indesiderati" portò agli orrori dell'Olocausto. La Seconda Guerra Mondiale iniziò nel 1939 con l'invasione tedesca della Polonia e la successiva conquista di gran parte dell'Europa. Tuttavia, nel 1945, gli Alleati avevano vinto, il Terzo Reich era crollato, Hitler si era suicidato e l'Europa era stata liberata dal dominio nazista. Questo periodo è uno dei capitoli più bui della storia mondiale, un'eterna lezione per l'umanità.
La monetazione del Terzo Reich tra il 1933 e il 1945 fu strettamente legata agli obiettivi economici e politici del regime nazista. Durante questo periodo, il sistema monetario tedesco subì cambiamenti significativi, soprattutto a causa della transizione a un'economia di guerra. La valuta ufficiale della Germania nazista era il Reichsmark, introdotto nel 1924 e utilizzato fino al 1948. Monete e banconote emesse durante il Terzo Reich contenevano spesso elementi propagandistici, come la svastica e il ritratto di Adolf Hitler. Anche il materiale delle monete cambiò: con l'avanzare della guerra, i metalli preziosi furono progressivamente sostituiti da metalli più economici e facilmente reperibili, come alluminio e zinco. Durante la guerra, i tedeschi emisero anche la propria moneta in vari territori occupati, come le banconote del Governatorato Generale introdotte in Polonia. Inoltre, nei campi di concentramento esistevano mezzi di pagamento speciali che venivano distribuiti ai prigionieri, ma non si trattava di denaro vero e proprio, bensì di buoni per uso interno.